sabato 26 maggio 2012

Welcome to Terronialand


Polentoni e Terroni, nord e sud, ricchezza e povertà, legalità e malavita.
E' come se ci fosse  un confine immaginario che divide l'Italia a metà. 
Mi è capitato molte volte di sentirmi dire a mezza bocca: "terrona di merda!"
 Ma non hanno idea di cosa significhi vivere e crescere al sud. Molti di noi, me compresa, hanno la consapevolezza che, per avere l'opportunità di un futuro migliore, saranno costretti ad emigrare al nord, o comunque a spostarsi altrove,abbandonando gli affetti e la propria terra. E non è una bella prospettiva. Non tutti sanno che la maggior parte della forza lavoro del nord ha origini meridionali. Giusto per sfatare il mito "i terroni non hanno voglia di lavorare". Enorme cazzata. Il meridione offre paesaggi stupendi, spiagge favolose, buon cibo, ma non offre molte possibilità di lavoro. Specie per noi giovani. 
Le mafie, la corruzione, le raccomandazioni, sono solo alcune delle tante piaghe che impediscono alle potenzialità del sud di venire sfruttate a pieno, e lo Stato come sempre se ne fotte. 
Non c'è la possibilità di far crescere l'economia locale, e come sempre, per colpa di pochi paghiamo tutti.
Perciò, gradirei che rifletteste un attimo, solo pochi secondi, prima di sputare veleno. Vorrei solo ricordarvi che siamo TUTTI ITALIANI, siamo un mix di culture e dialetti diversi. Siamo cittadini della stessa nazione, indipendentemente dalle coordinate geografiche.


Siamo una nazione unita da 150 anni, come tutti ben saprete. Ma, ancora non ci sentiamo uniti come popolo. Certo la storia ci insegna che l'Italia è nata dall'unione di domini molto diversi. Però dopo un secolo e mezzo, ancora definiamo "straniero" qualsiasi italiano che parli con un accento dialettale diverso dal nostro. E trovo tutto ciò inconcepibile.


Baci,CrearsiLaSfiga

2 commenti:

  1. Terrone originario del profondo Sud, quasi dell'estrema punta di quell'isola che appartiene all'Italia. Ebbene siamo una realtà geografica, ma non politica e tanto meno sociale. E poi, basterebbe volgere lo sguardo alle immense risorse presenti attorno a noi, attivarle rispettosi dell'ambiente, farle produrre piuttosto che risucchiarle, asciugarle e offriremmo a tutti un avvenire splendido. Ma questa è un'idea pericolosa e rivoluzionaria. Meglio vivere di sovvenzioni e stiamoci buoni!

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    1. Non risolviamo il problema se stiamo in panciolle aspettando che qualcuno faccia qualcosa. In primis bisognerebbe ELIMINARE l'ombra della malavita che ci oscura, non ci fa progredire, per non parlare dei danni ambientali della cosiddetta ecomafia. E con "eliminare" intendo non lasciare che un pinco pallino qualunque abbia il potere di intimorirci, se siamo uniti, TUTTI, possiamo sconfiggere il loro potere, fondato sulla paura, la nostra. La cronaca ci insegna che se si ribella il singolo, me paga le conseguenze e lo Stato lo abbandona. Ma se siamo tutti uniti, loro che possono fare?! Ci ammazzano tutti?! Non possiamo proprio restare a guardare mentre i "boss" fanno la bella vita senza aver lavorato un solo giorno! Questa non è solo geografia, sappiamo bene che le mafie sono riuscite ad arrivare ai vertici del governo, perciò permettimi di dire che la nostra è anche una realtà politica, ma anche sociale visto che ancora siamo visti come una popolazione retrograda e disonesta. Il vero Sud è composto da persone che ogni mattina si alzano cercando di migliorare ciò che amano di più: la loro terra!

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