venerdì 24 maggio 2013

Recensione L'inganno della Morte: il primo romanzo di Guglielmo Scilla.

Copertina de L'inganno della Morte, un romanzo di Guglielmo Scilla
Sono esaltata. Sospettavo che quella testolina ricoperta da folti ricci, nascondesse al suo interno un mondo fantasioso e pieno di creatività. Il romanzo è così ricco che si riesce a capire quanto impegno e passione ci siano voluti per realizzarlo. Anzi, per terminare un lavoro iniziato 9 anni fa. Probabilmente ci saranno alcuni spoiler, ma non è mia intenzione raccontarvi tutta la trama.

Ho finito di leggere il romanzo settimana scorsa, e adesso mi piacerebbe condividere pensieri, riflessioni e sensazioni che questo libro è stato in grado di suscitare in me.

Guglielmo è stato in grado di farci immedesimare nel personaggio principale, Daniel. Un ragazzo semplice, quasi privo di importanza all'inizio, ma che alla fine diventerà un "eroe". Il racconto risulta molto dinamico e soprattutto estremamente descrittivo: leggendo è impossibile non riuscire a visualizzare ciò che Daniel vede, sente, tocca, odora.

Vi è una fitta rete di inganni e sotterfugi, che tengono il lettore con gli occhi incollati al libro. E' difficile smettere di leggerlo per via dell'immensa curiosità che suscita. Da un tragico evento, nasce un'avventura ai limiti dell'immaginario: ci si sofferma a pensare alla morte, a ciò che accade dopo questo breve squarcio di vita. L'oltretomba, o meglio Dyuturna, è descritta così dettagliatamente che durante la lettura mi soffermavo a pensare "che sia questa la morte?" "chi ci dice che in questo momento siamo vivi?"

Dyuturna: la città dei morti. Ogni anima ha una mansione ben precisa e ci sono gerarchie da rispettare. Anche da morti siamo in grado di imporre un sistema di classi sociali.

Il protagonista ha a che fare con diversi personaggi. Figure misteriose come Cybele, che fin dall'inizio cerca di proteggerlo. Oppure come Clotilde Roux, il cui contributo sarà fondamentale per riuscire a dare un senso a ciò che accade a Daniel, sia da vivo che da morto.

Sono rimasta colpita dalla storia di Tolomeo. Ma soprattutto dalla figura di Catrina.
Un essere per cui le leggi di spazio e tempo non contano; ma tanto incuriosita dalla condizione umana che finisce per diventare Morgana. Le sue azioni si ripercuoteranno su Daniel e daranno vita a tutte le sue avventure.
Nonostante Daniel sia morto per mano di Catrina, quest'ultima mi impietosisce. In fondo i suoi gesti sono dettati dall'amore incondizionato di una madre verso il figlio: è disposta a sacrificare tutto e tutti pur di riaverlo accanto a se.

Ho trovato stupenda la figura della Morte: colei che dovrebbe toglierci la vita dorme beatamente, poiché gli uomini sono perfettamente in grado di autodistruggersi.

Guglielmo è stato anche in grado di ipotizzare che fine facciano le lacrime versate per i morti. Esse diventano pioggia incessante su Dyuturna. Magnifico.

I Bodhee, i bufovettori, l'uso delle pupe, i mutaforma, i regolatori, la clessidra, testimoniano quanta immaginazione ci sia voluta per scrivere questo romanzo. Per non parlare del sotterfugio delle Epistille, geniale.

Durante la lettura ho notato quanto Guglielmo sia stato influenzato dalla realtà alternativa dei romanzi di J.K. Rowling. Si possono fare diverse similitudini con le avventure di Harry Potter:

  • Daniel, Alex e Susan: tre impavidi "morti" che cercano la verità, proprio come fanno Harry, Ron ed Hermione.
  • Curio, Dalach e Oxilla possono essere paragonati ai vari insegnati della scuola di magia. Anzi, mi azzarderei a paragonare Curio a Severus Piton: entrambi sembrano odiare per chissà quale motivo i protagonisti. Ma alla fine, si scoprirà che il loro intento era quello di proteggerli, nonostante i modi burberi.
  • Daniel, come Harry nel Torneo Tremaghi , è costretto a superare diverse prove. Il Palio delle Torce in vita, e le Prove Ponderali nella morte.
  • la Cattedrale, come Hogwarts, è un luogo misterioso, pieno di fascino, di luoghi segreti, di personaggi fantastici come Lexis e gli Athelan.
  • e infine l'antagonista di Daniel: il Buio, crudele e meschino come Lord Voldemort, che ambisce ad un potere superiore. Il potere della Falce della Morte.
Con questo NON voglio assolutamente far credere che il romanzo di Guglielmo sia un remake dei romanzi di Harry Potter, voglio solo mettere in evidenza quanto i libri che amiamo possano suscitare in noi creatività e immaginazione.

Presumo, anzi spero, che non sia questa la fine. Spero che Guglielmo possa ancora tenerci con il fiato sospeso, raccontandoci della vita "alternativa" di Daniel.
Vorrei sapere in cosa consistono le Prove Ponderali.
Vorrei sapere come ha fatto Catrina a farsi ingannare così facilmente dal Buio.
Vorrei sapere quale sia la quotidianità a Dyuturna.
Vorrei sapere dove si va a finire una volta usciti dalla città dei morti.
Vorrei sapere il perché dell'esistenza del Ganav.

Forse pretendo troppo. Ma spero davvero tanto, che presto L'inganno della Morte diventi un film meraviglioso, cosicché possa vedere fino in fondo ciò che la mente di Guglielmo è stata in grado di partorire.

Complimenti!!!

Baci, CrearsiLaSfiga

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